(Dal discorso del Santo Padre, Benedetto XVI, in occasione del Concerto offerto dalla Fondazione Bartolucci nella Cappella Sistina il 24 giugno 2006).

Il Coro della Fondazione Bartolucci nasce a Roma nel dicembre 2004 con la finalità di diffondere e promuovere la conoscenza del repertorio polifonico classico e contemporaneo della Scuola romana. Costituito da cantori professionisti provenienti per la maggior parte da qualificate Istituzioni musicali quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Cappella Sistina, il Coro fin dalla sua origine è stato protagonista di numerosi concerti polifonici: oltre a quelli organizzati annualmente nelle principali Basiliche romane dalla stessa Fondazione Bartolucci nell’ambito della Rassegna La polifonia della Scuola romana, è stato invitato in diverse città italiane da importanti Istituzioni culturali e religiose. Tra i numerosi concerti si ricorda in particolare quello offerto al Santo Padre Benedetto XVI nella Cappella Sistina (giugno 2006).
Con il proprio Coro polifonico la Fondazione Bartolucci desidera preservare l’interpretazione tipica della Scuola romana che si differenzia da altre tradizioni corali, riconducibili ad ambienti esteri e con radici culturali diverse. Nel corso dei secoli questa interpretazione identificabile con la “cantabilità romana” è stata mantenuta e diffusa in modo esemplare dalla Cappella Sistina: il coro pontificio infatti ha coltivato esclusivamente il canto (gregoriano e polifonico) ed è rimasto ancorato al proprio repertorio e alla propria prassi esecutiva, tramandandola fedelmente da una generazione all’altra di cantori e maestri.
A questo proposito il fatto che sia proprio il Maestro Bartolucci a curare la preparazione degli artisti e a dirigere le varie esecuzioni è la garanzia della più alta professionalità. La sua pluridecennale esperienza di direttore della Cappella Sistina lo ha portato ad essere riconosciuto unanimemente come il maggior esperto ed impareggiabile interprete della polifonia in campo internazionale. Oltre alle solenni liturgie papali, gli innumerevoli concerti che la Sistina ha tenuto in Italia e nel mondo si sono imposti all’attenzione della critica che ha parlato spesso di autentici trionfi ed ha definito il Maestro come l’ultimo grande polifonista.
Il repertorio del Coro ruota principalmente attorno alla figura di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), il massimo esponente della Scuola romana; accanto a lui compaiono altri autori della stessa epoca, vicini allo spirito romano quali ad esempio gli spagnoli Christobal de Morales (1500-1553) e Thomas Luis de Victoria (1548-1611) e il fiammingo Orlando di Lasso (1532-1594). L’ultimo autore appartenente a questa Scuola è lo stesso Domenico Bartolucci. Il Maestro toscano infatti ha saputo mantenere anche a livello compositivo uno stretto legame col passato, attenendosi costantemente allo spirito del canto gregoriano e della polifonia palestriniana e riallacciandosi al loro linguaggio modale rivissuto e arricchito con una sensibilità moderna particolarmente fedele alla cantabilità della Scuola romana.










